Clipeologia, quando gli Ufo arrivano dal passato

di Gialli.it 10 settembre 2009

C’è chi cerca la presenza degli ufo scrutando il cielo, chi invece guarda al passato scovando tracce del loro passaggio. La clipeologia è una nuova disciplina che spulcia vecchie cronache e manifestazioni artistiche rintracciando in esse descrizioni di strani fenomeni riconducibili ad esseri extraterresti.

di MICHELE BAIA

Diciamolo: non abbiamo inventato nulla. La clipeologia prende il suo nome da clipeus, scudo tondo romano, termine che già nell’antichità veniva utilizzato per descrivere oggetti tondi infuocati che solcavano i cieli: i clipea ardentes. Ce ne parlano Plinio il Vecchio, Plutarco, Eschilo, Valerio Massimo, Tito Livio e addirittura Alessandro Magno che descrive una flotta di grandi scudi d’argento scintillante che terrorizzano l’esercito greco costretto alla ritirata sul fiume Jaxartes, in India.

Senofonte, nell’Anabasi, fa perfino un elenco di diversi tipi di oggetti volanti distinti in base alla loro forma: circolari, a conchiglia, piatti, a campana e triangolari.

Gli avvistamenti e le incredibili descrizioni di questi dischi che volteggiano minacciosi continuano nei secoli diventando protagonisti anche in cronache medioevali. Celebre è la descrizione di oggetti volanti avvistati nel 776 durante l’assedio del Castello di Sigiburg in Francia. La notizia è riportata in un manoscritto del XII secolo, L’Annales Laurissenses, dove in un’ immagine è ritratto un cavaliere mentre indica il disco volante che intimorì i Sassoni costretti alla fuga.

La clipeologia ha rintracciato in numerosi dipinti elementi riconducibili a presenza extraterrestri. Ne è un esempio un celebre dipinto di Masolino da Panicate (1383-1440), intitolato “Il Miracolo della Neve” dove sono rappresentati Gesù e Maria in cielo su nubi lenticolari interpretate dagli studiosi di clipeologia come piattaforme volanti di natura extraterrestre.

Ma è la “La Madonna con San Giovannino” che lascia senza fiato. Fu dipinto nel XV° secolo, da un artista sconosciuto della scuola di Filippo  Lippi, ed è conservato in Palazzo Vecchio a Firenze. Alle spalle di Maria, un disco con luci a raggiera solca il cielo osservato da un uomo ed il suo cane!

Gli esempi sono tanti: dipinti, affreschi, manoscritti che celano oggetti infuocati, navicelle rotanti, sfere luminose. Certo, qualcuno potrebbe spiegarli come fenomeni atmosferici insoliti ma possibili, altri come descrizioni metaforiche fatte da artisti che andrebbero collocati nell’arte del loro tempo. Resta il fatto che le rappresentazioni degli oggetti volanti di natura extraterrestre non hanno nei secoli modificato il loro aspetto di molto. Siamo noi contemporanei che non abbiamo fantasia? Oppure…

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Un pensiero su “Clipeologia, quando gli Ufo arrivano dal passato”

  1. Certe volte, per chi non ha mai visto UFO, vedere filmati di UFO è pura manipolazione, però quando perfino gli antichi ce li descrivono uno poi deve accettare la realtà. Il bello è che essa può essere “peggio” della fantascienza. Infatti a volte pare che certi UFO siano gli stessi: o non esistono evoluzioni progettuali oppure sono davvero gli stessi pur essendo stati visti ieri o 20 secoli prima. Come? Diciamo che forse non è mai stato vero che il tempo/spazio non possa essere percorso avanti ed indietro, per cui questi clipei ardentes [s. m. pl.] o “clipea ardentia” [s. n. pl. e relativo agg. n. pl.] sono davvero gli stessi. Se uno avesse accesso a questi mezzi, potrebbe vedere Caesar biondo [probabilmente non era vero che era pederasta od olivastro, al solito chi ricopiava cercava di renderlo più attuale possibile -v. vita monastica-], potrebbe vedere Alessandro Magno… a volte sembra che sia accaduto proprio questo.

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