Il curioso caso di Brooke Greenberg la bambina che non cresce

di Gialli.it 9 luglio 2009

È una bambina di 16 anni ma ne dimostra 2. Gioca, ride e scherza come tutti gli infanti. Ha una certa tendenza ad ammalarsi gravemente, ma poi guarisce da sola. I medici cercano nella sua mappa genetica la ricetta dell’elisir di lunga vita.

di DIEGO ROMANO

Tutto è cominciato l’8 gennaio 1993 a Baltimora, negli Stati Uniti. Brooke è nata con una malformazione alle ossa del bacino. Senza operazione non avrebbe mai potuto camminare.
Dopo l’intervento i genitori l’hanno curata amorevolmente, sperando che la piccola non avesse più problemi. Ma la vita raramente va come ci aspettiamo. Al suo primo compleanno lei sembrava ancora una bambina di sei mesi. I medici rassicuravano che tutto si sarebbe sistemato con il tempo, ma questo non è mai successo.

Lei non invecchia seguendo il nostro tempo. Carly, la sorella più piccola che la coccola e la porta spesso in braccio, racconta che Brooke ogni anno sembra crescere di un mese. Facendo due conti la ragazza dovrebbe sembrare un’adolescente tra 120 anni.

Secondo i medici non tutti i suoi tessuti si sviluppano alla stessa velocità: il cervello è quello di una bambina di due anni, le ossa sono quelle di una decenne, l’altezza quella di una infante. Solo i capelli e le unghie crescono regolarmente. Ma non c’è alcuna traccia di malattie genetiche conosciute.  Nessuna sindrome catalogata. E soprattutto nessuno sa prevedere quanto vivrà  a lungo.

Più volte i genitori si sono preparati al peggio. Tante malattie gravi ed improvvise da cui è puntualmente guarita. Brooke ne ha passate tante: è stata operata 7 volte di ulcera, riprendendosi completamente. Ha avuto un attacco apoplettico, ma poi si è riavuta come se nulla fosse successo. A 4 anni ha avuto un tumore al cervello, si è addormentata per 14 giorni in uno stato di coma profondo, e poi si è risvegliata guarita. Il tumore era sparito, come in un episodio di Lost.  Il padre Howard è ormai convinto che si tratti di una fonte di giovinezza.

La scienza medica vuole a tutti i costi risolvere questo mistero. Forse con questa opportunità si riuscirà a comprendere un meccanismo che possa rallentare l’invecchiamento umano.

Ma Brooke ci mostra anche l’altro lato della medaglia. L’eterna giovinezza, sogno di tutti gli uomini, creerebbe  qualche problemino pratico non trascurabile. Immaginate di essere genitori alle prese con l’infanzia e l’adolescenza dei vostri figli per un paio di secoli. Siete veramente disposti a fare un passo del genere?

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