Belle, la Vedova Nera

111 anni fa moriva uno dei più feroci serial killer Usa

di Serena Laudadio 28 Aprile 2019

Centoundici anni fa moriva la Vedova Nera. Era il 28 aprile del 1908, quando la fattoria di La Porte, nell’Indiana, prese fuoco. Tra le macerie ritrovarono lei, Belle Gunness, i suoi tre figli, Myrtle di undici anni, Lucy di nove e Philip di cinque, e altri 29 cadaveri, conservati in dei sacchi di tela. Mutilati, devastati.
Era l’ultimo atto della storia di uno dei più terrificanti e prolifici serial killer della storia. 16 vittime accertate, 40 omicidi che le vengono attribuiti, ma sui quali non è mai stata fatta luce fino in fondo.

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Lei uccideva per danaro. I mariti, i figli, per le polizze assicurative, i suoi amanti per i soldi che erano capaci di metterle a disposizione.
Le vittime venivano intercettate grazie a degli annunci matrimoniali pubblicati sui quotidiani d’America. Chi accettava, coloro che si presentavano al suo cospetto, morivano nel giro di una notte.
L’incendio alla fattoria, e il successivo processo mise la parola fine ad una strage che gli inquirenti appresero solo durante l’inchiesta. Ma, molti anni dopo, furono in molti a giurare di averla vista anche successivamente la sua presunta morte.
Il caso venne riaperto, il corpo sottoposto a una nuova autopsia. Le misure non corrispondevano a quelle della donna di origini norvegesi, alta più di un metro e ottanta.
Ormai era troppo tardi per intervenire. Nel 1931 a Los Angeles venne ucciso August Lindstrom, un ottantunenne di origini norvegesi. L’uomo fu avvelenato da una certa Esther Carlson. Alta 1,83. Norvegese. E un passato di cui nessuno sapeva nulla.

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