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Jack

Antonio Scattero, detto Jack

storia di un fantasma

di Gialli.it 20 ottobre 2016

Antonio Scattero, detto Jack, nasce a Salerno il 29 agosto 1934. Figlio di un noto tipografo napoletano e di una astronoma salernitana, Jack trascorre la sua adolescenza a Napoli dove si laurea in Lettere (luglio 1958). Subito dopo aver discusso la tesi e senza neanche aspettare l’esito della Commissione parte per Parigi dove trascorrerà alcuni anni. Da Parigi si sposta a Buenos Aires (città nella quale aveva già soggiornato durante il periodo dell’Università, partecipando a degli stage di giornalismo). Ha 29 anni. E’ l’estate del 1963.

In Argentina Jack  entra a far parte di un movimento anarchico pacifista nel quale inizia la sua militanza politica. E sempre a Buenos Aires fonda un’agenzia investigativa al servizio dei familiari delle persone scomparse. Molti anni dopo (dal 1976, circa) la sua Agenzia diventerà un punto di riferimento per le famiglie coinvolte nel dramma dei desaparecidos.

Tra il 1963 e il 1978 la sua vita si divide tra l’impegno politico, l’attività investigativa e numerosi viaggi in diverse parti del mondo. In questo via vai Jack trova il tempo anche per intrecciare diverse, burrascose, storie d’amore e infilarsi i numerosi casini di cui non vale la pena parlare in questa sede.

Il suo destino cambierà definitivamente agli inizi del 1978. Jack ha 44 anni. E nel corso di un attentato dimostrativo, organizzato per la difesa dei diritti di Azucena Villaflor, vittima del Regime e fondatrice del movimento delle Madri di Plaza de Mayo, uccide un bambino. Per sbaglio. Per paura. O chissà.
E’ l’inizio della fine. Antonio Scattero viene arrestato e rimane vittima di un vile ricatto. I suoi carcerieri lo obbligheranno a passare dalla parte del regime militare di Jorge Rafael Videla Redondo.

Intorno alla fine del 1979 Jack entra ufficialmente nell’Unità Investigativa Antiterrorismo (UIA). Un organismo controllato dai Servizi Segreti argentini (SIDE) con sede a Berna. In Svizzera.
Scoprirà solo molti anni dopo che sono stati proprio degli agenti infiltrati della UIA ad organizzare la trappola dell’asilo di Buenos Aires. E a segnare la sua vita. Per sempre.

Dagli inizi del 1990, infatti, Antonio Scattero viene “ricoverato” in un Ospedale Psichiatrico di una località segreta. Ogni 24 maggio presenta regolare richiesta per essere dimesso. Ma la sua domanda viene puntualmente rigettata.
Muore, presumibilmente, il 24 dicembre 2010 per una aritmia maligna. Il suo corpo viene cremato. L’urna con le sue ceneri consegnata ad una sua nipote.

In questa pagina troverete tutte le notizie relative alle attività e al ruolo di Jack nella nostra storia.

Jack è un gioco. Ogni riferimento a cose, persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

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