Alan Turing, l’Uomo di Enigma

di Gialli.it 12 settembre 2009

I misteri più grandi nelle scienze non sono collegati alle scoperte ma agli scopritori. Un caso tra tanti quello di Alan Turing. Matematico e critto-analista inglese. Assoldato dal governo della regina durante la seconda guerra mondiale Turing fu uno dei re della decrittografia. Accusato di omosessualità, ha ricevuto le scuse del governo britannico solo quest’anno. Postume. La sua morte, archiviata come suicidio, desta ancora oggi molti dubbi.

di PASQUALE BASILE

Fu trovato morto come Biancaneve, ucciso da una mela avvelenata nella quale, secondo le fonti ufficiali, egli stesso aveva iniettato del cianuro di potassio. Morto suicida. Secondo il coroner. Due anni dopo che la bacchettona Inghilterra l’aveva accusato di omosessualità e incarcerato. Quasi dieci anni dopo avergli imposto il totale silenzio sulle sue attività di scienziato durante la guerra.
Eppure se c’è qualcuno che è stato determinante per l’esito della II Guerra Mondiale, questo è proprio Alan Turing. Il matematico grazie al quale è stato possibile decifrare i complessi codici di Enigma. Senza il suo lavoro e quello dei crittologi da lui diretti i generali Patton, Lucas, Clark, Heisenhower e altri non avrebbero mai superato lo scoglio dell’oceano per poter sbarcare in Europa.

Il genio e i numeri primi
Turing è stato il genio che ha iniziato a penetrare i segreti dei numeri in un’ottica totalmente nuova. Padre della Computer Science. Un gigante nello svelare i segreti che altri cercavano di celare attraverso i numeri. I numeri. Quando si pensa ai numeri e alle loro complicazioni si pensa ai simboli strani, alle serpentine, agli otto coricati, ai triangoli rovesciati e ad altri strani modi di scrivere le paurose equazioni. Le complicazioni, i segreti più profondi dei numeri si ritrovano invece nei numeri interi, quelli di ogni giorno, quelli che tutti imparano a conoscere prima delle elementari: uno, due, tre, quattro, … cinque, viene subito in mente. Oppure due, quattro, sei, otto, … dieci. Certo, dieci. Dopo otto. Ovvio. Elementare. O ancora uno, tre, cinque, sette … ovviamente nove. Ma se si comincia da uno e poi tre, cinque, sette, undici, tredici, diciattesse, diciannove, … beh, bisogna rifletterci un po’. E la risposta non è affatto facile.

Sono i numeri primi. Quelli che nessuno sa prevedere e quelli su cui si basa tutta la possibilità di esprimere segreti. I numeri che sono il seme di tutti i numeri. I numeri che si possono scomporre in “fattori primi” ma di cui nessuno – da diverse centinaia di anni a questa parte – riesce a carpire il segreto. Eppure la totalità di tutti gli scambi di informazione (pagamenti, segreti militari, codici satellitari, messaggi informatici, …) avviene in maniera “sicura” solo in base a questo segreto.

Se qualcuno riuscisse a svelare questo mistero il mondo, come lo concepiamo ora, smetterebbe semplicemente di essere tale. Le carte di credito sarebbero inutilizzabili, le transazioni perderebbero di sicurezza, e ogni messaggio segreto – compreso il più segreto – diventerebbe “chiaro”.
Forse per questo nessuno ci tiene a svelarlo questo segreto. Forse per questo nemmeno Turnig doveva farlo.
Per inciso, dopo il 19 viene il 23.

Il silenzio di Turing
Così mentre i suoi colleghi americani ed europei avevano ingenti mezzi per poter continuare a studiare e sviluppare le loro idee, guadagnandosi a ragione le migliori scene internazionali, Turing che quelle idee le aveva fatte nascere era stato ridotto in silenzio. Imposto dal Governo inglese. Ribadito da un’accusa negli anni cinquanta infamante. L’omosessualità.

Suicidio. Omicidio. Oggi forse importa poco. Oggi contano molto di più le scuse del Primo Ministro Gorgon Brown. E forse il velo si alza. Sulla vita di Alan Turing. Sulle sue scoperte.
Rimangono aperti, invece, i misteri sui numeri su cui egli stesso indagava e su cui, ancora oggi, tante menti spendono il loro tempo.

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Un pensiero su “Alan Turing, l’Uomo di Enigma”

  1. Affascinante,questi eletti della matematica esistono.
    Purtroppo Turing ha avuto un pò di sfortuna ma ciò non gli ha impedito di di essere un genio,davvero affascinante

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