Delitto e Castigo a Parigi

di Gialli.it 21 marzo 2010

Da marzo a giugno in uno dei più suggestivi musei d’arte di Parigi, il Musee d’Orsay, è di scena il delitto. Delitto e Castigo, questo il nome della mostra, che attraverso i dipinti dei maggiori pittori del XVIII e XIX secolo ripercorre due secoli di crimini. Dalla ghigliottina alla sedia elettrica.

Il periodo storico maggiormanete rappresentato è quello che va dal 1791, anno in cui Le Peletier de Saint-Fargeau invoca la soppressione della pena di morte, fino al 30 settembre 1981, data in cui il parlamento francese vota la sua definitiva abolizione. Due secoli in cui il crimine oltre ad attraversare tutte le sfumature del sangue e della violenza, ha investito tutte le arti anche quelle visive. Goya, Géricault, Picasso e Magritte, le raffigurazioni del crimine, della pena capitale, dalla ghigliottina fino alla sedia elettrica, a cominciare dall’uccisione di Abele,  portano alla creazione di opere straordinarie che oggi è possibile ammirare al Musee d’Orsay fino al 27 giugno.

La mostra si sviluppa cronologicamente affrontando il tema del delitto e del castigo. Inizia con il fratricida Caino di Pierre-Paul Prud’hon del 1815, passa per la ghigliottina in una immagine agghiacciante di Victor Hugo del 1857, tocca l’omicidio di Marat nel meraviglioso dipinto di Delacroix. Fino ad arrivare ai dipinti di Walter Sickert, uno dei più famosi sospettati nel caso di Jack lo Squartatore, e ai più moderni pittori come Magritte o come Wharol con la sua famosa raffigurazione della sedia elettrica.

Attraverso le opere esposte si ripercorre la storia del crimine e degli studi sul crimine.
Si attraversa così l’epoca romantica che si concentra su briganti, streghe, donne fatali, passioni irrazionali e incontrollabili che viene incarnata alla perfezione da Goya e il periodo degli studi del Lombroso rappresenati mirabilmente da Géricault che dei soggetti affetti da follia monomaniacale, coglie tutta l’ambiguità, l’umanità, gli sguardi sfuggenti.

I protagonisti sono loro. I crimini, i fattacci di cronaca e di storia che hanno affascinato gli artisti dell’Otto e del Novecento. Se affascinano anche voi e se avete deciso di passare la Pasqua a Parigi vi consigliamo di non perdere la mostra. Per i suoi dipinti, per i suoi approfondimenti e per lo splendido museo in cui è collocata. (CM)

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