Vivere (e capire) i segreti degli ‘altri’

A Londra arriva il Museo dell'Empatia

di Flavia Capoano 6 settembre 2015

Tante volte ci si ritrova a giudicare una persona dall’apparenza, ma poche volte ci si mette davvero nei suoi panni (e nelle sue scarpe) per capire cosa si prova. A Londra arriva il Museo dell’Empatia.

Da qualche giorno avete l’opportunità di farlo e di capire cosa vuol dire vivere la vita di qualcun altro. Si è inaugurata, infatti, al sud di Londra, la prima installazione del Totally Thames Festival, A Mile in My Shoes. Basato sul concetto psicologico dell’empatia, cioè “la capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un’altra persona, in modo immediato, prevalentemente senza ricorso alla comunicazione verbale” (ndr. Treccani), chi si troverà a camminare per le rive del Tamigi in quella zona, si potrà imbattere davanti a una piccola scatola color cartone dove all’interno avrà la possibilità di indossare un paio di scarpe, in base al proprio numero, e passeggiare con delle cuffie ascoltando la storia del “padrone dei piedi” che, per circa una quindicina di minuti, prenderanno il posto dei tuoi.

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Nel momento in cui ci si alza dalla sedia e si inizia a camminare, la voce che esce dalle cuffie vi fa subito immergere in un’altra dimensione. Potrete quindi imbattervi nella storia di un ingegnere che si immerge nelle acque dell’oceano, di una donna che ha come passione quella di raccogliere gli oggetti che si perdono nel mare e nei fiumi e chiedervi, con lei, di chi è quella lettera dentro la bottiglia o quell’anello con una pietra verde. Se siete fortunati, potrete pattinare, perché anche quelle sono scarpe, o potrete indossare il paio di stivali di una donna che vive in un palazzo a Canterbury e ridere, con lei, alla fine della sua storia, passando da Edimburgo e arrivando fino a Londra. Insomma, le storie sono tante e quello che si nasconde dietro quelle scarpe è un mistero, ma non v’impressionate se vedete un uomo che sceglie tacchi 12 e si ferma sulla panchina ad ascoltare proprio quella storia! Se non è quella empatia…

L’installazione non si fermerà a Londra ma verrà organizzato un tour itinerante in giro per il mondo e sarà possibile seguire gli eventi del Museo sul sito web.

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