Una domanda che gira come un incubo A che servono queste 500.000 bare?

di Gialli.it 20 novembre 2009

Mettiamola così: è una cazzata. Ma a leggerla, a guardare il video, a farsi prendere dal tam tam strisciante che rimbalza in queste ore su internet fa il suo bell’effetto. Angoscia. Allo stato puro. E allora, anche se magari uno a queste cose non ci crede ve la raccontiamo, questa storia.
Da qualche parte, nel mondo, forse in una base segreta americana, qualcuno ha stipato cinquecentomila contenitori. Di plastica.
Sono bare. Cinquecentomila bare di plastica. Una sull’altra. Impilate, ordinate, messe in fila su acri e acri di terra brulla.
Tutta qui, la nostra storia. Se non fosse per una domanda. A che cavolo servono cinquecentomila bare di plastica? Partiamo da qui. E magari proviamo a capirci qualcosa.

di CLAUDIO A. POLPO

La notizia è di poche ore fa. Nel senso che è da poche ore che il suono lontano dei tamburi ha cominciato a scuotere il torpore sonnolento di via Internet. Prima è passato un video, sul solito You Tube, ovviamente. Poi qualcuno è riuscito anche a scriverci qualche riga e a infilare le coordinate precise della base segreta, quindi si è alzata una polvere fitta, spessa. Come la paura.

Partiamo dal video. Lo ha realizzato un blogger americano. La zona filmata deve essere in Georgia. Il nostro uomo si muove in auto. Poi scende e si avvicina. A piedi. E non ha nessun problema. Nel senso che non sembra ci siano divieti, o militari pronti a sparargli addosso.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=jeqjykY5wPk[/youtube]

Si muove lento, si sposta lungo una recinzione che ricorda quella dei campi di concentramento e filma, zumma, ferma i particolari. Una sequela di contenitori grigi e neri, che a detta degli esperti sono bare non biodegradabili, con delle guarnizioni che le rendono perfettamente ermetiche. Qualcuno le conosce bene. Sono quelle che possono contenere più cadaveri, in caso di malattie contagiose. Sono quelle poco costose, ma tristemente note in caso di epidemie, o attentati batteriologici.

Ok.  Questo è il video. Lo guardi e già stai male. A che servono tutte quelle bare? La domanda ti batte in testa anche se ce la metti tutta a far finta di niente. A questo punto il passo successivo è una santissima ricerca su Google. Ne stanno parlando, la voce gira veloce. E allora ci deve pure essere una spiegazione.

Niente. Almeno mentre sto scrivendo le notizie si riducono a poche parole e ad una sequenza di numeri. Afton, Wyoming – 42.750018, -110.936857 – Madison, Georgia – 33°33′57.36″N 83°29′6.26″W Ennis, Texas – 32.320277, -96.608030.

Sono coordinate per Google Earth. Ma fanno riferimento a più luoghi. Questo significa…

Significa che ci sono più campi dove sono state stivate le bare. E quindi ci sono altre bare. Magari in arrivo. Semplice. Non basta più il video. Bisogna fare una ricerca seria. E qui cominciano le sorprese.

Una commessa del FEMA
Il sito che approfondisce la storia è uno di quelli che girano notizie che raramente trovi da altre parti. “Altra informazione”, si direbbe. Ma vale la pena leggerselo tutto.

Si chiama “scienza marcia”. E’ un blog, e questa storia sembra conoscerla bene.
Si, perché si tratta di una storia che va avanti già da un bel po’. Da quasi due anni. Da quando nel gennaio del 2008 si ebbe la notizia che un’azienda dell’Alabama aveva avuto una commessa per un milione di bare di plastica, capaci di contenere almeno sei corpi ciascuna.

Committente la Federal Emergency Management Agency (FEMA), un’agenzia indipendente del governo federale statunitense, fondata nel 1979, con sede a Washington.
La missione dell’agenzia, a detta del Formez, è quella di gestire le emergenze con l’obiettivo di ridurre le perdite di vite umane e salvaguardare le infrastrutture. Insomma sono quelli che intervengono in caso di disastri.

Ecco. Un’agenzia del genere ordina ad una ditta americana un milione di bare e nell’arco di sei mesi la commessa viene rispettata. Nell’estate del 2008 la metà dell’ordinativo arriva in un campo aperto della Georgia. Quello che abbiamo visto nel video. Ma la domanda rimane. E batte. Batte nel cervello. A che servono quelle bare?
Il sito su questo non ha dubbi. Si stanno preparando a gestire una drammatica emergenza.

Ma per capirci qualche cosa bisogna fare un passo indietro.

Air Force 2025
Il 17 Giugno del 1996, l’aviazione militare degli U.S.A. realizza Air Force 2025, “uno studio che ha lo scopo di conformarsi a direttive del comandante in capo dell’Aviazione Militare per esaminare le idee, la capacità, e le tecnologie che saranno necessarie agli Stati Uniti per rimanere la potenza dominante nel futuro nel campo aero-spaziale.”

Nello studio vengono predisposte diverse “rappresentazioni fittizie di scenari/situazioni” che si sarebbero potute verificare nel futuro più prossimo.
Ebbene, a guardare il documento con attenzione, c’è da saltare dalla sedia. Nel 2009 è prevista un’influenza che ucciderà 30 milioni di persone.

“E’ interessante notare – scrivono nel sito – che questa pandemia viene descritta come sconosciuta e non è chiarito se il virus è originato da una mutazione naturale o artificiale”.

Siamo nel 1996. Da questo momento nel mondo cominciano a morire misteriosamente diversi microbiologi di fama internazionale. Tutta gente che avrebbe potuto gestire un’emergenza batteriologica.

E da questo momento vengono realizzati negli Stati Uniti più di 600 campi di detenzione. Tutti interamente operativi e pronti a ricevere prigionieri.
Circondati da mura e filo spinato, questi campi sarebbero destinati ad essere utilizzati dalla FEMA. Ma per cosa? Per gestire un’emergenza che si chiama guerra batteriologica?
Mettiamola così. E’ una cazzata. Ma a che servono quelle cinquecentomila bare?

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10 pensieri su “Una domanda che gira come un incubo A che servono queste 500.000 bare?”

  1. A dimostrazione di quanto è falsa la storia riportata nell’ articolo direi solo di andare si google earth e controllare con i propri occhi che le foto sono state scattate nel 2005…ben 3 anni prima di quando sono state commissionate

  2. salve a tutti ora bare o non bare io ho da tempo avanzato una teoria a cui teoricamente nessuno ha mai pensato…quale?è semplice è ora che ci rendiamo conto della verita,viviamo in un mondo il quale come in matrix è fittizzio e tutto ci conduce a ricordarci che siamo schiavi,siamo nati in catene in una prigione che non ha sbare,odore o colore..(una prigione per la nostra mente!!!) quindi analizzando il passo dell’economia attuale che è trascesa in crisi è possibile incominciare a fare un quadro generale del puzzle che incomincia piano piano a prendere forma…la robotica a incomiciato a produrre macchine che saldano e assemblano meglio di un operaio il quale sempre più difficilmente trova posto e se lo trova è precario…l’industria non ha piu bisogno come prima di manovali…il dato secondo me è inquietante perche ho paura che qualcuno che sia molto in alto giudicandoci ormai esseri inutili incominci a tramare contro la nostra esistenza…in oltre le risorse della terra sono in esaurimento il pesce incomincia a scarseggiare e cosi piano piano tutto…questo ci portera a dover far dei tagli all’umanità passo dopo passo per forza di cose c’è bisogno di incominciare a fare tagli alla nostra razza…io non sò voi ma ho realmente questo presentimento bisogna valutare…..

    1. Il video è stato rimosso purtroppo…
      ma non è che le bare sono state previste in caso di attacchi batteriologici da parte di alkeida?

  3. Perchè stranirsi tanto.qualcuno costruisce rifugi sotterranei da milioni di dollari,per tutta l umanità?Ne dubito fortemente,la maggioranza di chi governa il nostro paese ha dimostrato molto egoismo facendo morire il popolino di fame,vediamo cosa accade in una catastrofe?

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