Porto Ercole. Si cercano i resti di Caravaggio Ma tra esperti e studiosi infuriano le polemiche

di Gialli.it 11 dicembre 2009

Un’equipe di studiosi, guidata da Silvano Vinceti, si è calata nella cripta del cimitero di Porto Ercole a caccia dei resti di Michelangelo Merisi da Caravaggio. Tra di loro c’è anche Luciano Garofano, l’ex responsabile dei Ris di Parma. Si tratta della più impegnativa operazione tentata fino ad oggi per svelare il mistero della morte del grande pittore. Gialli.it dedica all’evento un intero Speciale.

Lo cercano da secoli. Da secoli la sua morte è avvolta nel mistero. Fantasma prima ancora di morire, il pittore più controverso, maledetto, oscuro e amato di tutti i tempi, è diventato un caso mondiale. Dove sono i suoi resti? Come è morto?

A queste e ad altre domande proprio in questi giorni ben quattro Università italiane stanno tentando di dare una risposta. Siamo ad una data importante, tra qualche settimana saremo nel quarto centenario dalla sua scomparsa e ritrovare la sua tomba, o addirittura i suoi resti, sarebbe veramente un colpo clamoroso.

E allora via con la caccia del secolo con la speranza che dall’ossario di Porto Ercole arrivi finalmente una verità.

Ma quante possibilità hanno gli studiosi, guidati da Silvano Vinceti, di ritrovare tra centinaia di ossa proprio quelle del Merisi? Secondo Vincenzo Pacelli, uno dei massimi esperti di Caravaggio in Italia, praticamente nessuna.

Caravaggio non sarebbe mai arrivato a Porto Ercole. E ci sono altri luoghi dove invece bisognerebbe cercarlo. Da Ischia a Civitavecchia l’enigma Merisi tiene banco e occupa le pagine di maggiori giornali del mondo.

Gialli.it dedica uno speciale a quanto sta accadendo in queste ore in Toscana.

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