All’asta la Bugatti del Lago

Quando una leggenda diventa una favola. Va all’asta la “Bugatti del Lago”. Auto leggendaria ritrovata nel ‘67 ad Ascona e il cui ricavato andrà alla Fondazione Damiano Tamagni , il ragazzo massacrato di botte da tre coetanei nel febbraio del 2008.

di SONIA T. CAROBI

Era finita nel lago forse dopo una lunga fuga di due misteriosi malviventi. Poi, di quella splendida automobile, non si era saputo più nulla. Ed era cominciata la leggenda. Fantasmi, tesori, segreti irraccontabili: cosa nasconde il Lago Maggiore? E soprattutto quella carcassa è una semplice Ford o qualcosa di più? E che fine hanno fatto i due malviventi che la fecero scomparire nell’acqua?

Insomma storie, leggende, misteri è poi, d’un colpo, la verità. Quel relitto rimasto per oltre 70 anni a 52 metri di profondità nel lago Verbano è una Bugatti Brescia Tipo 22. Rarissima. E forse è lì perché qualcuno provò a nasconderla. Ma questa è una storia tutta da raccontare. Partiamo dall’inizio.

La vicenda della “Bugatti del Lago” comincia ufficialmente il 18 agosto del 1967. Prima d’allora solo voci, antichi racconti d’inverno, leggende. In fondo al Lach Magiur , se siete lombardi, o Lagh Magior, se siete piemontesi, c’è lo scheletro di una vecchia automobile. E ci sono anche i fantasmi di due loschi personaggi che morirono mentre scappavano da chissà cosa.

Voci, antichi racconti d’inverno, leggende. La verità è che quella carcassa non l’aveva vista nessuno. Poi, un bel giorno, Ugo Pillon, membro del Centro Sport Subacquei Salvataggio di Ascona, decide di mettersi alla caccia dell’auto fantasma. E, dopo una lunga serie di immersioni, la trova. E’ il 18 agosto del 1967. Il relitto è a 52-53 metri di profondità. Proprio dove diceva la leggenda.

Ad Ascona fanno festa. Non si erano sbagliati. Quei racconti erano veri. Ora la domanda principale è: chi ce l’ha portata qui? Chi l’ha fatta finire in fondo al lago? Per questo ci pensa Hans Matti, uno dei maggiori esperti di Bugatti di tutta Europa, che grazie al numero di matricola risale al primo proprietario e stabilisce che quella “22” fu acquistata e portata ad Ascona da Marco Schmuklerski, un architetto di origini polacche che la comprò l’11 aprile 1925. L’uomo, forse stanco di essere tempestato dai funzionari doganali, che esigevano le tasse di importazione, la spinse sul fondale qualche anno dopo.

E da quel momento la Bugatti si trasformò in una leggenda che ora diventa una vera e propria favola. Quella romantica carcassa, emersa dal lago qualche mese fa ad Ascona (nel Canton Ticino), sarà messa all’asta a Parigi sabato 23 gennaio.  La vendita è stata annunciata sul sito della casa d’aste Bonhamse sta facendo il giro del mondo. L’auto potrebbe fruttare più di 100mila euro. Che andranno interamente devoluti alla fondazione Damiano Tamagni il ragazzo di 22 anni, selvaggiamente aggredito e picchiato da tre coetanei di origine slava durante il carnevale di Locarno. Era il febbraio del 2008.

Grande Bugatti!

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Chicago impazza la caccia al fantasma

Chicago. Impazza la “caccia al fantasma”. Alberghi, ristoranti, discoteche, ma anche importanti negozi del centro cercano ghostbuster per “liberare” i loro locali da presunte presenze “maligne”. E dove c’è domanda nasce anche l’offerta. Ecco i Chicago Paranormal Detectives. I nuovi cacciatori di spettri.

di LAURA CIOTOLA

Si chiamano “Chicago Paranormal Detectives” e sono dei veri e propri investigatori. Un po’ particolari. Si occupano di fenomeni paranormali. Si occupano di… fantasmi.
Il gruppo nasce sette anni fa, quando uno di loro, Ron Fabiani riceve una telefonata strana. Il proprietario di un negozio sostiene di vedere una strana ombra nel suo ufficio. Fabiani si reca sul posto per controllare e non nota niente di insolito.
Poi però ritorna in quel negozio, ma questa volta decide di registrare la scena. Nel rivedere il filmato, il poliziotto nota che c’è davvero qualcosa di strano. Nella registrazione c’è una massa nera e tridimensionale, che si muove avanti e dietro.

A leggerla così sembrerebbe la storia dei più celebri ghostbusters del grande schermo, la differenza è che questa storia appartiene alla realtà. Questa storia è vera.

In poco tempo Ron Fabiani trova dei colleghi. Tutti, ovviamente, poliziotti o ex agenti. Arrivano prima Austin Weinstock e Pete Schleich poi il gruppo cresce ancora.  Un altro poliziotto, Tom Froelich, un esperto di grafica computerizzata, Scot Ziarko e una medium, Moriah Rhame completano quelli che a Chicago, e non solo, diventeranno per tutti i detectives del paranormale. Gente seria che a tutela della loro professionalità e credibilità, hanno addirittura deciso di non accettare denaro per il loro particolare contributo alla tranquillità della città dell’Illinois. Se c’è bisogno loro intervengono. Ma ogni operazione caccia fantasmi viene svolta tassativamente dopo l’orario di lavoro, e solo in casi di vera urgenza.

Per i soldi non è un problema. Si finanziano in altri modi. Conducono uno show televisivo, il “Paranormal Cops” dove raccontano le loro avventure e infilano sponsor e sostenitori in quantità imbarazzante.
E per non essere da meno ai colleghi cinematografici, i “Chicago Paranormal Detectives” hanno anche un loro sito internet, un furgone “da lavoro” e le attrezzature necessarie a rilevare strane presenze: rivelatori di campi magnetici, sensori termici, videocamere ad alta definizione, registratori ad alta fedeltà, e svariate tecnologie in uso alla polizia scientifica.
Inoltre, ci tengono a sottolineare, che nonostante si occupino di occulto e di storie ai limiti della realtà, sono i primi a non credere a un caso fino a che non hanno prove concrete. E pare che a Chicago di “prove concrete” ce ne siano veramente tante.

Arriveranno anche in Italia? La caccia ai fantasmi diventerà il “mestiere del futuro”? Staremo a vedere.

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