Obama, alieni e Ufo. Ecco tutta la verità sulla conferenza saltata del 27 novembre

Due giorni di silenzio. E di delusione. Con la sensazione di aver creduto troppo facilmente ad una clamorosa bufala. Poi, a freddo, i tasselli di questo strano mosaico sembrano cominciare ad andare al loro posto. E dal niente cominciano a spuntare risposte. Spiegazioni.
Oltre diecimila persone in questi giorni hanno seguito Gialli.it per capirci qualcosa sulla presunta conferenza stampa di Barack Obama sull’esistenza aliena. Dobbiamo un chiarimento. E abbiamo deciso di raccontare una storia. La storia di annuncio imminente.
Si. Gli Stati Uniti d’America si stanno preparando a squarciare il velo sul mistero dei misteri: gli Ufo. Ecco come e perché.

di SONIA T. CAROBI

Avevamo una data. E una serie di informazioni confuse, frammentarie, contraddittorie.
La data era quella del 27 novembre 2009. Le informazioni riguardavano un annuncio clamoroso quanto improbabile. Gli Alieni sono tra di noi. Gli Usa sono già entrati in contatto con almeno sei razze extraterrestri. Al 44° presidente degli Stati Uniti d’America la rogna di spiegare una verità del genere.
La notizia, come abbiamo più volte scritto, partiva da un convegno di Esopolitica tenutosi a Barcellona questa estate. Nessun organo di informazione accreditato ci aveva creduto. E la notizia era caduta nel vuoto. Seguita solo da siti e blog appassionati di misteri e di Ufo.

Intanto, però, c’era una data. E l’attesa cresceva.
Il 27 novembre 2009 dalla Casa Bianca non è arrivato nessun segnale. Né tantomeno alcuna conferenza è stato organizzata sul delicato argomento.

La domanda, allora, è d’obbligo. Perché credere ad una cosa del genere? Quali erano le fonti e chi stava spingendo affinché mezzo mondo rimanesse col fiato sospeso in attesa di una rivelazione impossibile?

Per due giorni è stato tecnicamente impossibile saperne di più. Poi, lentamente, la nebbia si è diradata. E volti, nomi e credenziali hanno fatto capolino in una storia che ora, vale veramente la pena di raccontare. Magari col beneficio del dubbio. Ma con la convinzione che su un argomento del genere non si può facilmente passare un colpo di spugna.

Il misterioso Peter Peterson
Una vicenda strana. Una verità impossibile, ed una serie di personaggi che questa storia la conoscono bene. Per cominciare dobbiamo metterli a fuoco tutti.
Il primo nome che salta fuori è già un mistero. Si chiama Peter Peterson, e secondo molti è l’uomo che ha svelato al mondo le intenzioni di Obama per il famoso 27 novembre. Ma chi è Peter Peterson? Prima di rispondere a questa domanda bisogna fare un piccolo passo indietro. Si, perché le dichiarazioni di Peterson sarebbero state raccolte da un altro personaggio misterioso e stravagante. Un certo Bill Ryan, fondatore, insieme a Kerry Cassidy, dell’ancora più misterioso Project Camelot.

Il “Progetto” di Ryan e Cassidy è semplice. In due, e grazie a Internet, vogliono raccontare al mondo tutte le notizie che secondo loro vengono cancellate dalla Rete. In primo luogo quelle su Ufo e Alieni.
E’ stato proprio nell’ambito di questo lavoro di recupero materiali “censurati” che i due si sono imbattuti in mister Peterson e hanno appreso la notizia del 27 novembre.

Ok. Ma rimane la domanda di partenza. Chi è Peter Peterson? E qui se ne scoprono delle belle. Il nostro, infatti, viene presentato da quelli di Camelot come un “importante scienziato”, ma guarda caso proprio in Rete di lui non c’è traccia. O per lo meno, gli indizi che emergono sono confusi e contrastanti. Esistono due Peterson. Uno è uno stravagante miliardario, l’altro è una sorta di inventore che ha creato una batteria nucleare. Ce ne sono anche altri. Ma la cosa curiosa è che il miliardario e l’inventore, seppur nati e vissuti da parti diverse del mondo, hanno la stessa faccia.
Per Ryan non ci sono dubbi. Peter Peterson è un nome di copertura.
E qui, ovviamente, il mistero si infittisce.

La Nasa e quella strana base sulla Luna
Ma manteniamoci sui binari di partenza. Dunque, abbiamo un misterioso delatore, uno strano “Progetto”, un gruppo di “esopolitici” in attesa di verità, ma nessuna risposta.
Chi ha dato la notizia del 27 novembre? E perché?
Su questa domanda il nostro puzzle si popola di nuovi volti.
Mettiamone a fuoco subito due. David Wilcock e Richard Hoagland. Il primo non è proprio quello a cui faresti sposare tua figlia. Veggente, sedicente “profeta” ed esperto di ufologia, è uno di quei personaggi che è presente in ogni vicenda che in qualche modo ha a che fare con gli alieni. I giornali di mezzo mondo qualche volta gli danno credito, qualche altra no.
L’altro, invece, è più attendibile. Non foss’altro perché è un esperto di studi lunari, e sulle vicende del nostro amato satellite ne sa veramente molto.

Ecco, questa coppia, sempre secondo quelli di Camelot, sapeva tutto del 27 novembre. Insomma, loro erano tra i pochi a giurare sulla conferenza di Obama. E pare che avessero questa notizia già dall’estate scorsa. Perché? Semplice. Perché durante una conferenza tenutasi a Zurigo tra il 10 e il 12 luglio scorso Wilcock e Hoagland avevano raccontato una storia veramente incredibile.
Ricordate la faccenda della presunta base aliena sulla Luna? Ne avevamo parlato anche noi di Gialli.it. Ecco, secondo i due ufologi quella notizia non era altro che il primo passo verso l’attuazione di una strategia precisa: preparare il mondo alla “grande rivelazione”. Gli extraterrestri esistono. Ma bisogna saperle dire certe cose. E il modo “per dire certe cose” sarebbe stato preparato a tavolino durante numerosi incontri segreti con almeno 30 nazioni convinte delle opportunità di chiarire finalmente il capitolo Ufo.

A farsi carico di questo “giochino”, sempre secondo Wilcock e Hoagland, sarebbe la Nasa che, dopo la “trovata” del bombardamento della Luna, si prepara a lanciare in pasto alla stampa una serie di notizie che renderebbero meno clamorosa la conferenza di Obama. Insomma, notizie di “avvicinamento”, di “preparazione”.

E in questo senso, almeno se si pensa che il 2009 è stato l’anno degli Ufo e che mai tanti governi ne hanno parlato con tanta tranquillità, non siamo proprio alla fantascienza.

Rimane solo una cosa. La conferenza di Obama. Era vera la notizia? O almeno, ci sarà una conferenza? Forse era sbagliata solo la data? Ebbene si! Secondo il Progetto Camelot la conferenza si farà. Ma la data verrà stabilita solo dopo il 10 dicembre. Il giorno in cui Barack Obama ritirerà, ad Oslo, il suo prezioso premio Nobel per la Pace.

Che dite? Ricominciamo ad aspettare?

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Amabili Resti, un’indagine dall’aldilà

Per chi si è chiesto cosa ci sia nell’aldilà, ci ha provato il regista Peter Jackson (Signore degli Anelli) a dare una risposta. Con il film “Amabili Resti”. Un fantasy, dalle tinte fosche e drammatiche tratto dall’omonimo best-seller di Alice Sebold.

di LAURA CIOTOLA

Lanciata da”Espiazione”, la giovane attrice, Saoirse Ronan, nel film, il cui titolo originale è “Lovely Bones”, vestirà i panni di Susie Salmon, una quattordicenne che il 6 dicembre 1973 è stata brutalmente uccisa da un maniaco.

Dall’aldilà, in bilico tra la terra e il cielo, Susie, tenterà di far luce sulla sua morte e di “accompagnare” i suoi cari alla consapevolezza della sua scomparsa, tralasciando vendetta e dolore per dar spazio agli “amabili resti” lasciati dalla cara estinta.

Oltre lei nel cast, una grande Susan Saradon, nei panni della nonna, Stanley Tucci in quelli dell’assassino, Mr. Harvey, mentre Mark Wahlberg e Rachel Weisz, saranno i genitori di Susie.

Dopo il fenomeno di Twilight, i giovani continuano a farsi spazio nel grande schermo, con personaggi che vanno dal reale al fantastico, ponendosi al confine tra il possibile e l’impossibile con un unico obiettivo, convincere il pubblico che qualcosa di magico esiste davvero.

Jackson, a Roma per il lancio del film, ha saputo ben coniugare il mondo reale pervaso dal dolore per la perdita di Susie con un mondo surreale guardato con gli occhi ironici e leggeri di una ragazzina di quattordici anni.

Il regista è riuscito, ancora una volta a convincere con paesaggi e personaggi fantasiosi e al limite del normale, vincendo anche un’altra sfida, quella di rendere una storia triste e dolorosa in chiave ironica per lasciare un messaggio tutt’altro che deprimente.

Attrice chiave di questa sfida è stata proprio Saoirse Ronan, il cui “sense of humor” ha permesso a Jackson di portare l’attenzione del pubblico da un tema drammatico come una morte violenta, a una riflessione positiva sulla vita dopo la morte.

Basato su una sceneggiatura scritta oltre che da Jackson, anche da Fran Walsh e Philippa Boyens, già collaboratori per “Il Signore degli Anelli” e “King Kong”, il film è stato girato tra la Pennsylvania e la Nuova Zelanda.

“Amabili resti”, distribuito dalla Universal Pictures e la cui uscita è prevista per l’11 dicembre in America e per il 5 febbraio nelle sale italiane, è stato presentato in anteprima a Londra, lo scorso 24 novembre, alla presenza della Regina Elisabetta e del Principe Carlo.

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Stephen King annuncia "Arriva il sequel di Shining"

A pochi giorni dall’uscita del suo ultimo romanzo “The Dome”,  Stephen King  annuncia il progetto del  sequel di “Shining”. Come non ricordare ancora quando uscì in Italia nel  1978, col titolo “Una splendida festa di morte”.   Il libro fu accolto con gran successo e lo scrittore era solo il suo terzo romanzo  horror. Poi fu solo cult.

di BRUNO MATTIA GALLO

I fan furono subito colpiti dalle sue atmosfere oscure, dalla metamorfosi del personaggio Jack Torrence, dalle sensazioni  scaturite dalla descrizione dell’Overlook Hotel e della sua forza malefica, che autonomamente percepisce e allontana  le persone con poteri soprannaturali. E’ sicuramente innegabile che il film di Kubrick (1980) diede un nuovo impulso alle vendite del libro, ma il Re non fu molto tenero con il regista dichiarando il film come un tradimento allo spirito originale del romanzo.

Il concetto della casa infestata, costruita su un cimitero indiano, descritto nel libro, perse via via  consistenza nel film, portando l’attenzione sui personaggi, sui loro stati d’animo e sulle loro paure. Jack nel film, pare già predisposto prima del suo arrivo in Hotel, ad uccidere la propria famiglia. L’isolamento e  la noia  che caratterizzano il suo soggiorno, non  fa altro che ingigantire la sua condizione di follia. Mancava quel rapporto di causa (Casa infestata) ed effetto (uccisione dei personaggi) che nel libro è invece ampiamente descritto.  Il Sequel dovrebbe avere come protagonista il piccolo Danny che quarantenne, provato dalla terribile esperienza di Overlook hotel, troverebbe lavoro come inserviente in un ospedale.

Troveremo anche la figura di Wendy e il cuoco Halloran (morto del film di Kubrick) che cercheranno di aiutare il figlio di Jack a superare il passato.  Danny cercherà di aiutare i malati terminali ad superare le paure dell’ultimo viaggio grazie ai suoi poteri soprannaturali (la luccicanza – lo shining).  Per questo motivo il titolo del libro potrebbe essere “Dr Sleep”. Ma come sarà diventato Danny ? Come avrà imparato ad usare i suoi poteri ? Avrà un nuovo nemico da affrontare?. Il Re, rispondendo ad un giornalista del The Torontoist, ha dichiarato  che il progetto è tutt’altro che definitivo e che l’ispirazione per il sequel, potrebbe svanire fugacemente  come l’apparizione di un fantasma. Finale degno di uno scrittore del calibro di King.

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Primo Convegno di Ufologia in Campania

Ci aveva dato una data: ieri. Ma dalla Casa Bianca solo silenzio. E mentre chi ci dovrebbe raccontare e spiegare tace, il mondo, invece, non può smettere di parlarne e il dibattitto arriva anche il Campania.

E’ previsto proprio per oggi infatti, il primo “Primo Convegno di Ufologia in Campania”.

Ospitato nella Sala Consiliare del Comune di Brusciano, il convegno “Ufo e Ricerca della Vita nello Spazio”, si prefigge di riflettere su una verità che ormai non può più essere detta sottovoce, ma ha bisogno di essere affrontata in modo serio e con persone competenti.

Parteciperanno all’incontro, oltre che al Sindaco Romano e il vicesindaco Cerciello, molti rappresentanti del Cun.

Non ci resta che attendere il resoconto di questo appuntamento, intanto che ammazziamo l’attesa per quelle che dovrebbero essere le scottanti rivelazioni americane.

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Ufo e Alieni. Gli Usa decidono per il silenzio Ma per il Vaticano gli extraterrestri ci sono, eccome!

Barack Obama e gli Stati Uniti non fanno dichiarazioni sugli extraterrestri. Intanto, però, altri governi sembrano molto impegnati sul fronte Ufo-Files. Dalla Bulgaria al Brasile, passando per la piccola Città del Vaticano, ecco una serie di notizie sulle quali dovremmo ragionare per capire cosa sta realmente accadendo nel mondo.

di ARTURO PIRA

La prima news arriva dall’est. Il Novinar, un quotidiano che si pubblica a Sofia, ha stupito i suoi lettori raccontando una storia incredibile. Gli alieni sarebbero uscito allo scoperto! E lo avrebbero fatto rispondendo ad una serie di domande poste dall’Accademia delle Scienze di Bulgaria.

Il sistema utilizzato per entrare in contatto con gli studiosi è complesso. Gli alieni avrebbero usato pittogrammi e cerchi nel grano per rispondere a una trentina di domande. Le risposte? Sono tranquillizzanti. “Vogliono aiutarci – ha spiegato al quotidiano il vicedirettore dell’Accademia Lachezar Filipov – il problema però è proprio il livello di comunicazione. Noi, secondo quando emerge dalle risposte ottenute, stiamo sbagliando le domande. E loro non possono fare nulla”.
A voler interpretare la criptica dichiarazione di Filipov ci sarebbe, dunque, un problema di comunicazione forse legato ai diversi livelli di conoscenza che ci sono tra noi e le eventuali altre razze aliene presenti nell’Universo. Fatto sta che Filipov ritiene che orami siamo vicini ad un “contatto” definitivo.
E a sostegno della sua tesi ha tirato in ballo nientemeno che il Vaticano.

Il gesuita che credeva agli Ufo
La storia che all’ombra della Santa sede qualcuno cominciasse a credere a presenze extraterresti non è nuova. Se ne era parlato spesso, ma nessuna dichiarazione ufficiale sosteneva le voci insistenti. Poi è arrivato padre Fùnes, e le cose sono cambiate. Andiamo per ordine.
Padre Josè Fùnes, 46 anni, nato a Cordoba, in Argentina, è da qualche anno il nuovo direttore della Specola Vaticana, l’osservatorio astronomico della Santa Sede.
Laureato in astronomia, con un faccione simpatico e sereno, padre Fùnes è sempre stato interessato agli Ufo. E quando è arrivato alla direzione dell’Osservatorio non ha fatto niente per nascondere la sua passione. Fino a quando, qualche giorno fa, durante la settimana di studi sull’astrobiologia organizzata dall’Osservatorioha spiegato che “nonostante l’astrobiologia sia un campo nuovo e un argomento ancora in fase di sviluppo, le domande riguardanti l’origine della vita e la sua esistenza da qualche altra parte nell’universo sono molto interessanti e meritano seria considerazione. Questi interrogativi hanno molte implicazioni filosofiche e teologiche”.

Bingo. Con tale dichiarazione le speranze di tutti quelli che hanno sempre creduto nella presenza extraterrestre hanno trovato finalmente nuova linfa.

La notte degli UFO in Brasile
E dal Vaticano la notizia è rimbalzata in tutto il mondo. Ma neanche il tempo di prendere fiato e un altro governo è uscito allo scoperto. Questa volta dobbiamo spostarci in America Latina. E precisamente in Brasile dove pare siano stati resi pubblici, proprio alcune settimane fa, una serie di documenti top-secret sugli UFO, tutti relativi agli anni ‘80.

Il dossier è composto da ben 800 pagine. Tra i documenti c’è anche quello riguardante la notte del 19 maggio 1986, la “notte ufficiale degli UFO in Brasile”.  Allora 21 oggetti sferici, di circa 100 metri di diametro, avrebbero letteralmente bloccato il traffico aereo negli aeroporti delle principali città.
La notizia era stata seguita dall’esercito ed era finita in un dossier a lungo secretato.

Dopo la decisione del governo brasiliano di declassare i documenti segreti, il ministro Octavio Moreira Lima è andato sulle reti televisive nazionali per spiegare cosa accadde quella notte. Ed anche i piloti hanno potuto parlare liberamente.
Inutile dire che tutto il Brasile è rimasto incollato alla tv per ore.
La relazione sulla notte degli Ufo è reperibile facilmente anche in Rete.

Borghezio e gli extra…terrestri
Mezzo mondo, dunque, parla di Ufo. E in Italia? Per ora nessuna dichiarazione ufficiale, o ansia di confessioni. L’unico che sembra interessato agli alieni e il signor Mario Borghezio, il “condottiero” leghista appassionato di crociate contro gli extracomunitari.

A Borghezio la parola “extra” deve far accapponare la pelle e qualche giorno fa si è lanciato in una clamorosa dichiarazione. “Stati Uniti, Russia e anche le autorità militari italiane nascondono numerose segnalazioni di Ufo”. Detto ciò ha deciso di costituire un gruppo di studio a Milano che partirà dagli avvistamenti di Caselle del 1970.

Quella sera all’aeroporto torinese ci fu un avvistamento radar-visuale. Ne parlò anche La Stampa di Torino, ma poi non se ne seppe più nulla. Ora Borghezio vuole fare luce su questo e altri episodi.

Staremo a vedere. Magari gli Ufo lo terrano lontano dalle battaglie contro gli extracomunitari e stiamo tutti più tranquilli.

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Obama e Alieni. Nessuna dichiarazione ieri Ecco tutti i presidenti Usa che hanno parlato di Ufo

Attesa vana e tanta delusione: è trascorso così il 27 novembre. Nell’assurda speranza che dal 1600 della Pennsylvania Avenue, in quella splendida villa immersa nel verde che qualcuno chiama White House, l’uomo che il 9 ottobre scorso ha vinto il nobel della pace, squarciasse finalmente un velo sul quel segreto che qualcuno chiama Ufo.

Ma niente da fare. Abbiamo atteso tutta la giornata, ma di Barack Obama e della tanto favoleggiata “conferenza mondiale sugli Alieni” nessuna traccia. Appuntamento rinviato o argomento chiuso? Difficile da dire. Fatto sta che il 44° presidente degli Stati Uniti d’America è l’unico leader nella storia degli Usa che ancora non ha affrontato il delicato tema. Prima di lui tutti i presidenti Usa avevano dovuto fare i conti con dischi volanti e razze aliene. E molti di loro non hanno mai negato un’esistenza extraterrestre.

di SONIA T. CAROBI

Se partiamo dall’immediato dopoguerra il primo presidente degli Stati Uniti che parla apertamente degli Ufo è proprio Eisenhower, ex comandante in capo delle Forze Alleate in Europa durante la Seconda guerra mondiale. Ike, come lo chiamavano gli amici, avvistò un Ufo mentre stava andando ad una festa con la moglie. E, senza fare una piega, raccontò ai cronisti che lo seguivano l’episodio. “Sembrava un sotto coppa, le sue luci erano intense, si fermava e poi d’un tratto ripartiva come a razzo”. I giornalisti gli sorrisero con cortesia, ma qualcuno pensò che il buon vecchio President si fosse studiato bene quell’uscita. E nessuno capì perché.

Qualche anno dopo nacque l’Area 51. E i successori di Ike si guardarono bene dal parlare di Ufo tra un’oliva e un Margarita. Bisognerà, infatti, aspettare una ventina d’anni per riascoltare un Presidente fare dichiarazioni salottiere sui nostri amici extraterrestri.

Jimmy Carter e Ronald Reagan
Nel 1969, James Earl Carter Jr., il famoso produttore di arachidi che nel 1977 diventerà il 39° presidente Usa, raccontò che stava preparando un discorso per la cittadina di Leary, quando notò che sopra la sua testa c’era un grande oggetto verde. Allora Jimmy era il governatore della Georgia, e quella sera intono a lui c’erano una ventina di persone. Nessuno osò smentire le sue dichiarazioni.
Successivamente, durante il suo mandato, l’America visse la sua più intensa e incredibile stagione di avvistamenti Ufo.

Da Carter a Reagan, il suo successore, la storia non cambia. Anzi. Il 40° presidente degli Usa aveva un vero e proprio pallino per gli alieni. E la voglia di parlare dell’argomento gli creò non pochi problemi.
Chi dimenticherà l’incredibile discorso dell’ex attore diventato presidente nel 1981, indirizzato alle Nazioni Unite: “A volte mi domando quanto velocemente svanirebbero le nostre differenze, se dovessimo fronteggiare una minaccia aliena esterna. E mi domando anche, non c’è già tra noi una forza aliena?”.

Apriti cielo. Le sue esternazioni fecero il giro del mondo e si finì per scoprire che Reagan di cose del genere ne aveva dette molte,solo che alla Casa Bianca qualcuno aveva deciso di cancellare dai verbali ufficiali ogni riferimento di Ronald agli alieni. Quel qualcuno era Colin Powell, che alcuni anni dopo svelò a Lou Cannon,  storico presidenziale, il suo curioso incarico.

Bill Clinton e George Bush
Ma Reagan non fu l’unico a farsi scappare dichiarazioni delicate e imbarazzanti. Qualche anno dopo si scoprì che anche il mitico Bill Clinton, oltre che per le stagiste, aveva una passione particolare per gli Ufo.
Dai documenti raccolti nella sua biblioteca sono saltati fuori appunti e lettere in cui Clinton si occupa di oggetti extraterrestri. Particolarmente numerosi sono i documenti relativi ad una corrispondenza fra l’ex presidente e la Project Starlight Coalition, un’associazione di ricercatori, scienziati, politici e semplici cittadini che promuove la ricerca sugli ufo e punta a gettare le basi per un eventuale futuro rapporto di pace con eventuali civiltà aliene.
Tra l’altro, sempre rimanendo in casa Clinton, quella per gli extraterrestri era una passione condivisa anche da uno dei direttori del suo staff. John Podesta, nel periodo 1998-1999, inviò dalla Casa Bianca numerose lettere e fax che facevano riferimento all’Area 51.

In attesa che anche Barack Obama si decida ad affrontare l’argomento non ci resta che ricordare che l’ultimo presidente Usa a parlare in maniera ufficiale di alieni è stato, ovviamente, George Bush.
Per il 43° leader degli Stati Uniti la questione extraterrestre era “un’ipotesi assolutamente realistica”.
In un passaggio del documento di programmazione economica, Bush affermò senza mezzi termini che “ci sarebbero prove attendibili dell’esistenza di vita aliena”.

E se lo disse lui, perché non crederci. O no?

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Obama e gli Alieni. Buongiorno, mister President E allora? Ne vogliamo parlare?

Se ne è parlato per mesi, ed ora è arrivato il grande giorno: 27 novembre 2009, il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama dovrebbe convocare una conferenza stampa per raccontare al mondo quanto l’America sa veramente sugli Alieni.
Se ne è parlato per mesi, ed ora è arrivato il grande giorno. Non ci resta che aspettare. A Washington è l’alba. Buongiorno mister President! E allora? Ne vogliamo parlare?

di SONIA T. CAROBI

Il mondo col fiato sospeso? Forse non è proprio così, ma è inutile negare che sono in tanti ad aspettare che nella Sala Ovale della White House, al numero 1600 della Pennsylvania Avenue, nel cuore di Washington, qualcuno si decida a convocare i giornalisti per quella che era sembrata una vera e propria promessa.

Barack Obama, premio nobel per la Pace, avrebbe dovuto affrontare oggi un argomento delicato: la presenza nell’Universo di Razze Aliene. Avrebbe dovuto raccontare il lavoro e gli studi che da anni gli Usa stanno dedicando agli Ufo. Avrebbe dovuto aprire archivi e rendere pubblici documenti rigorosamente riservati da diversi lustri. A partire dal caso Roswell, fino, addirittura, ai tanto fantasticati incontri ravvicinati che gli Stati Uniti avrebbero avuto con gli extraterrestri.

La notizia aveva cominciato a circolare nell’ultimo convegno di Esopolitica che si era tenuto a Barcellona nell’estate scorsa. Pochi dubbi per gli studiosi presenti all’evento spagnolo: il 27 novembre Obama dovrà ammettere, davanti a tutto il mondo, che gli Stati Uniti avrebbe avuto un contatto pacifico con almeno sei razze aliene!

Dopo le prime perplessità sull’enormità della cosa la notizia aveva cominciato a circolare su Internet come un morbo. E quella che era sembrata solo una frettolosa illazione si era trasformata in ansiosa attesa.

Ne parlammo anche noi di Gialli.it. Riprendendo una notizia di Flavio Vanetti del Corriere.it e ricordando che tra i tanti episodi che ancora attendono una risposta c’era senz’altro il “contatto” che si consumò in California, a due mesi dall’attacco giapponese a Pearl Harbor.  Era febbraio. Una settantina di anni fa. Un oggetto non identificato, molto luminoso, fu preso di mira dalla contraerea americana. Venne fotografato e finì sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo. “L’esercito afferma che l’allarme è reale”, titolò il Los Angeles Times. Era il 26 febbraio 1942. Non se ne seppe più nulla.

Ecco. Obama potrebbe parlare anche di questo oggi. Ma ancora non si hanno notizie su una sua eventuale conferenza stampa. E la vicenda non è certo semplicissima.

Va ricordato, infatti, che negli Stati Uniti alcune questioni di sicurezza nazionale sono considerate talmente delicate da non consentire alcuna pubblica dichiarazione in merito. Tra gli argomenti classificati di “alto livello di riservatezza”, ci sono ovviamente gli UFO e la vita extraterrestre, per i quali vige il più alto livello di segretezza nel mondo dello spionaggio militare.

Se Obama dovesse decidere di squarciare questa cortina di silenzio sarebbe veramente un fatto storico.  A Washington in questo momento la città sta cominciando a muoversi. E probabilmente anche alla Casa Bianca stanno cominciando ad organizzarsi. Sarà il grande giorno?

Vi terremo aggiornati.

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Assassin’s Creed II, finalmente in console il gioco più atteso dell’anno

Dopo “The Hitman” il primo assassino virtuale di rilievo nel panorama dei videogiochi e il primo capitolo Assassin Creed I (2007), è finalmente approdato nelle nostre console,  il secondo capitolo della saga. Il giallo fanta-storico, basato su un oscuro complotto internazionale, ha di nuovo inizio. Nella prima settimana, Assassin’s Creed II ha superato ogni record di vendita del gruppo con oltre 1,6 milioni di copie in tutto il mondo. Ha molte chance di vincere il premio come gioco dell’anno.

di BRUNO MATTIA GALLO

Assassin’s  Creed rappresenta  un passo fondamentale nel mondo dei videogiochi sebbene non sia esente da critiche di giocabilità per un gamer esigente.  Se un giorno qualcuno  vi  dicesse che i videogiochi sono deleteri per i nostri ragazzi distogliendoli dalla scuola o da interessi sociali come lo sport, cinema ecc.ecc.  facendogli perdere tempo utile, è ora di fargli  vedere il trailer di Assassin’s Creed.
In occasione del lancio del gioco sono stati prodotti dei lungometraggi  di notevole fattura. E’inutile dirvi che se fossi stato ragazzo, mi sarei subito appassionato, cercando riferimenti storici al gioco. Da notare che  la supervisione storica è stata affidata ad  esperti del calibro di Margaret Meserve,  professoressa universitaria di Notre Dame. La sceneggiatura è opera di Corey May, autore del già celebre “Prince of Persia”. La trama è un cocktail esplosivo di misteri che parte dall’occhio egizio di RA e si muove freneticamente tra le piramidi di Giza, il nodo gordiano, il pentacolo, i templari e la massoneria, passando per le strutture di pietra dell’isola di Yonaguni e le pista di Nazca, fino a terminare con l’apocalisse delle varie religioni. Tutti elementi che si intrecciano con le missioni dell’assassino dalle molte vite e gli incontri con personaggi storici illustri.

La trama è suggestiva. Si inizia nel 2012 (Maya docet)  quando un barista di nome Desmond Miles viene rapito da un’organizzazione segreta, la Abstergo, che lo imprigiona in un capannone industriale. Qui, il malcapitato scopre di essere stato scelto per il progetto ANIMUS, che ruota intorno ad un macchinario che riesce a rendere reali i ricordi dei propri antenati.
Desmond Miles è stato scelto per la sua discendenza con il suo avo Altair, un membro della mitica setta hashishiyyin. Lo scopo della Abstergo è  recuperare dal passato, attraverso la realtà virtuale, le informazioni sull’artefatto “frutto dell’eden” il cui possesso assicura il potere di controllare le menti di chi lo adora.

Collegato con la macchina virtuale ANIMUS, Desmond, si fonde con il suo antenato Altair rivivendo virtualmente la sua storia.Le gesta del protagonista, iniziano nel 1191, con  il fallimento della assassinio del templare Robert de Sablé, gran maestro dei cavalieri Templari, e con la degradazione di Altair  a novizio semplice. Il cammino per riprendere il prestigio perso, dovrà proseguire tramite l’uccisione di 9 uomini appartenenti alle opposte fazioni dei Saraceni e Crociati Templari. La fine del primo capitolo del gioco svelerà la presenza di altri artefatti che diventeranno  l’obiettivo del capitolo seguente.
Il protagonista della seconda parte, invece, è Ezio Auditore, discendente di Altair e avo di Desmon Miles, che dovrà scoprire chi ha incastrato, con false prove, suo padre, facendolo condannare a morte.
Durante lo svolgimento del gioco verranno svolte missioni secondarie e esplorazioni di intere città  (Firenze, Venezia, Roma e altri luoghi della campagna toscana) facendo rivivere, grazie ad una buona grafica, l’atmosfera storica dell’Italia del 1500. Tutti le città sono esplorabili semplicemente camminando o scalando palazzi e correndo sui tetti. Si potranno incontrare illustri personaggi come Machiavelli, Lorenzo dei Medici e Leonardo da Vinci  che aiuteranno il protagonista a perseguire l’obiettivo finale.

Sicuramente la Ubisoft ha affrettato l’uscita, per il mercato natalizio, consegnando al pubblico un prodotto forse non del tutto maturo e curato nei particolari, come i fan avrebbero voluto, ma nel complesso si tratta comunque di un ottimo gioco.

L’avventura dell’assassino è appena iniziata, e già in internet, girano indiscrezioni sul nuove capitolo e sulle prossime ambientazioni: la Francia rivoluzionaria e l’America del 1700. Che il gioco abbia inizio.

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