Mostri, leggende e antiche paure Ecco cinque storie da "brivido"

di Gialli.it 23 settembre 2009

Primo decennio del nuovo secolo. Tornano antiche paure, tornano leggende e mostri.
Gialli.it vi racconta gli avvistamenti degli ultimi tre anni. Dai “succhiacapre” del Texas, ai “blob” delle fogne del North Carolina, passando per Monty, la star del Web, il mostro di Montauk.
Ma non sempre dietro queste storie c’è solo la curiosità. A volte la paura del diverso scatena cinismo e violenza. Come nel caso del “mostro di Panama”.
Ecco cinque storie esemplari. Ecco i cinque mostri più gettonati del web.

di FRANCESCO MASCOLO

2007. L’anno di Chupacabra
A dirla con quelli di Wikipedia sarebbe un animale leggendario capace di succhiare sangue alle capre, e agli animali domestici, per poi infliggere, alle proprie vittime, particolari mutilazioni.
Gli Ufologi, più temerariamente, lo classificano come EBA (entità biologica anomala) e lo associano alla categoria dei “Grigi” (alieni appartenenti alla tipologia di vita extraterrestre intelligente che appare più di frequente nelle moderne teorie del complotto). “La creatura – dice Jeorge Martin massimo esperto nel campo degli extraterrestri – sarebbe stata avvistata in concomitanza con segnalazioni di Ufo”.
Per scienziati e criptozoologi semplicemente non esiste. E’ una leggenda metropolitana.
Eppure nel 2007 furono in molti a giurare di averlo visto.
Il primo impatto con un Chupacabra, sarebbe avvenuto in Texas tre estati fa.
A trovarlo, ormai cadavere, sarebbe stata la proprietaria di un ranch a Cuero. Lei si chiama Phylis Canion e con lo strano ritrovamento si guadagnò qualche mese di notorietà. La creatura venne fotografata e le immagini fecero presto il giro del mondo. Ma la pratica signora fece di più. Dopo aver scattato una serie di foto per You Tube tagliò la testa del “mostro” e se la tenne nel frigo in attesa che qualcuno si decidesse a farla analizzare. Si era mangiato 26 galline e a detta della Canion aveva “aspirato” il loro sangue.
Qualche tempo dopo altri tre “cuccioli” di  Chupacabra vennero ritrovati morti sul ciglio dell’autostrada a 140 chilometri da San Antonio.
In quell’area, durante l’estate, era stato boom di avvistamenti Ufo. Delle analisi sul “succhiacapre” non si è mai saputo più nulla.

2008. Arriva il mostro di Montauk
Dal Texas a Long Island ci vuole il tempo di un’estate per ricominciare a parlare di creature arrivate da altri mondi.
Questa volta a sbattere il mostro in prima pagina ci pensa The Independent, che senza tanti problemi spara a tre colonne la notizia che Jenna Hewitt, una simpatica ventiseienne locale, in compagnia di tre amici, il 12 luglio 2008 ha trovato e fotografato una strana creatura presso la spiaggia chiamata Ditch Plains, a due miglia est dal distretto Montauk, a Long Island (New York).
In poche ore decine di migliaia di internauti digitano compulsivamente su Google le paroline “Montauk monster” per saperne di più sul fenomeno del momento.
La creatura si becca anche un nomignolo, “Monty”, è diventa una specie di star della Rete. Sono 441.000 le pagine che vengono fuori dopo una ricerca elementare sul motore di ricerca più famoso del mondo.
Le ipotesi si sprecano. Si ritorna a parlare di Chupacabra, ma c’è anche chi avverte che potrebbe trattarsi di un maiale o di un pit-bull scuoiato.
L’ipotesi più accreditata viene fuori qualche giorno dopo, quando qualcuno si ricorda che a Montauk sarebbero in corso da tempo esperimenti governativi segreti con lo scopo di sviluppare procedure di guerra psicologica. “Al centro di ricerca di Plum Island – dice piccato il dottor Larry Barrett, direttore della struttura governativa – non facciamo esperimenti sugli animali”. Quella “creatura” è un semplice procione mal decomposto e con una serie di peculiarità anomale.
Inutile dire che nessuno ci crede. Bisognerà aspettare qualche mese per scoprire che, forse, le foto circolate su Internet son un “fake” realizzato con Photoshop.
Sarà, ma di Monty si tornerà a parlare molto presto.

2009. La vendetta di Nessie e il ritorno di Monty
Si deve essere ingelosito, il vecchio caro serpentone che si agita insolente nello specchio d’acqua dolce delle Highlands scozzesi. A Loch Ness avevano un primato. Sulla loro “creaturina” avevano costruito un vero e proprio business. Ed ora, con tutti questi strani esseri a zonzo per il globo, il rischio è quello di perdere fascino.  Ma Nessie è sempre stato bravo a rimanere sotto i riflettori. Qualche apparizione ogni tanto e via, si ritorna in prima pagina.
Questa volta lo hanno beccato con Google Heart. E lui, sornione, si è fatto anche fotografare. Latitudine 57°12’52.13″N, longitudine 4°34’14.16″ W. Con queste coordinate Jason Cooke, un 25enne addetto alla sicurezza di Nottingham, ha fatto bingo ed è finito sulle prime del Sun e del Telegraph, che ovviamente si sono lanciate a bomba sulla notizia. Era agosto.
Qualche settimana prima il Web era impazzito per un altro essere impossibile. Una specie di “blob” appiccicoso e viscido apparso nelle fogne di Raleigh in North Carolina.
Lo aveva filmato un operaio della Malphrus Construction che stava facendo dei rilievi nelle viscere di un centro commerciale. E anche in questo caso il filmato era volato su You Tube con la velocità della luce.
Nessie, con l’apparizione di agosto, si è ripreso la scena mondiale. Ma poi…
Poi è arrivato il “mostro del Centroamerica”. E per il serpentone scozzese si sono spente le luci della ribalta.
Lo hanno chiamato Golum, per la somiglianza con il simpatico personaggio del Signore degli Anelli, ed è riemerso dal lago di Cerro Azul, a pochi chilometri da Panama. Solita trafila, paura, sconcerto, foto e, immancabilmente, You Tube. Tutto nella norma se non fosse per un particolare. La “creatura” era viva. E cinque ragazzetti, impauriti, l’hanno uccisa a sassate.
Fine di un mito. Alle porte del 2010 solo cinismo e violenza.
Nella speranza che Nessie e i Chupacabra si tengano lontani dalla “civiltà”.

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